POKER VIAGRA
 

POKER VIAGRA: ESISTE IL DOPING NEL POKER?

Intervista con il Dott. Aoun, Farmacologo di una importante multinazionale Farmaceutica e giocatore di poker.
Intervista fatta al club Concorde di Parigi.

Tigre: esiste il doping nel poker?
Aoun: Se per doping si intende la possibilità di vincere con l’ausilio di mezzi chimici, direi di no.

Tigre: Spiegati meglio.
Aoun: Faccio un parallelo con il ciclismo, la resistenza aerobica rappresenta circa l’80% delle doti necessarie ad un ciclista per eccellere, con l’EPO e altri trattamenti possiamo incrementarla del 40%, pari quindi ad un incremento delle prestazioni dell’atleta del 32%, e se consideriamo le corse a tappe arriviamo anche al 50%:
Nel poker non abbiamo una singola caratteristica utile alla vittoria che pesi in tale misura e non abbiamo farmaci che lavorino su tale caratteristica in modo determinante.
Ad. Esempio la resistenza fisica al tavolo quanto pesa e quanto contribuisce alla vittoria? E se l’aiutassimo con degli stimolanti poi come la metteremmo con il dover restare calmi e concentrati?

Tigre: Se mettessimo l’etica e la sportività nel cassetto e volessimo vincere a tutti i costi cosa potremmo fare?
Aoun: Prima di tutto una considerazione economica, pensa a Pantani o Armstrong, hanno rischiato la vita e la carriera per vincere tanti soldi e avere una vita sotto i riflettori, nel poker non abbiamo l’equivalente in termini economici e di fama: il gioco vale la candela?

Tigre: In che senso?
Aoun: Io non posso dire di essere onesto, se tu mi domandassi “rubi?” Ti risponderei no, ma se potessi rubare 2 milioni di euro e farla franca, a quel punto non potrei mettere la mano sul fuoco su me stesso.
Intendendo che il rischio deve essere correlato al beneficio: nel poker di eventi che possano valere il rischio vi sono solo le WSOP, e forse solo il main event delle WSOP.

Tigre:  Allora siamo al main event delle WSOP, in palio milioni di euro fama e gloria e voglio vincere, che faccio?
Aoun: Studi, ti alleni, fai una vita sana, dormi molto, bevi molto e sii sereno.

Tigre: Chimicamente?
Aoun: Ti ho detto che anche se ci focalizzassimo su una delle caratteristiche utili al giocatore di poker l’incremento di prestazione dato da un ausilio chimico non è rilevante. Resistenza al tavolo vale circa un 5%, trovo il farmaco che mi aumenta del 50% tale caratteristica e ho un vantaggio del 2,5% che poi si scontra e sconta con altri fattori.
Tanto sforzo per un 2/3% di aumento delle prestazioni a partire dalla base di un giocatore mediocre.
Prendendo i vari Pagano, Pescatori, Minieri, Alioto, Binelli come base 100, ponderiamo un buon giocatore  al 80%, il 3% del 80% è l’82%, francamente non mi pare possa cambiare una vita o una carriera pokeristica.

Tigre: E i giocatori che usano Cocaina?
Aoun: Un fatto privato, a prescindere dal poker: la Cocaina è usata in molti settori della vita, lavoro, scuola, vita sociale, è un fatto privato di persone insicure e quindi potenzialmente deboli e a maggior ragione nel poker perdenti.

Tigre: Insicure, inutile?
Aoun: Nel senso che la Cocaina pur rassicurando il giocatore, pur aiutando alcuni aspetti del gioco ne peggiorano in modo sostanziale altri, ad esempio: la troppa sicurezza di se porta a sopravvalutare mani difficili come A-10 o K-10, oppure pensa al down che ti arriva nel mezzo dell’All-in cruciale del torneo e non puoi andare in bagno...
La Cocaina col poker non ci azzecca molto.

Tigre: E come la mettiamo con le Destro-Anfetamine?
Aoun: Hai studiato? Scherzi a parte, le Destro-Anfetamine sono conosciute come le “go-pill” sono, ad esempio, usate dalla US air force per missioni lunghe che richiedono un livello, da parte del pilota, di attenzione e reattività elevato per ore e ore, quindi, in una certa misura, potrebbe essere comparata ad una situazione da tipico torneo main event di poker.
La differenza sostanziale però che un pilota di tali missioni è un atleta, è un super professionista, è seguito da uno staff medico e tali missioni sono rare, effettuate in momenti particolari, guerra o di tensione estrema, e di conseguenza hanno una componente di motivazione tecnica e psicologica che una partita di poker non ha e non potrà mai avere.
Tali farmaci, l’Adderall XR è il più famoso, nel passato erano usati dagli studenti sotto pressione per studiare materie nuove e noiose, il farmaco ha avuto forti limitazioni dopo che negli USA e nel Canada 17 studenti sono morti.
Ci tengo a sottolineare che era usato per materie nuove e noiose, dove la mente doveva essere “sforzata”, non mi sembra che sia il caso del poker, si suppone che il giocatore conosca bene la materia e la ami.
Detto questo: l’impatto di farmaci a base di Destro-Anfetamine, sia per il marginale aumento di prestazione, sia per i rischi correlati non mi portano a dire che siano il farmaco per il pokerista.
Abbiamo sicuramente dei miglioramenti più concreti, duraturi e sani con: lo studio, la vita sana e regolare, lo sport.
Mi è piaciuta molto la dichiarazione di Max Pescatori che dice che alla vigilia di un torneo non mangia carni rosse e non telefona alla fidanzata.

Tigre: Se non esiste il singolo farmaco perfetto: esistono cocktail di farmaci utili?
Aoun: Un esempio semplice la Cocaina per restare svegli e motivati, Dextro Anfetamine per rimanere concentrati e attenti, risultato un torneo con un risultato insoddisfacente: giochi male e hai  cervello e soprattutto il cuore pronti  per lo sfasciacarrozze.

Tigre: Alcuni giocatori mi hanno detto che usano mix di diversi farmaci e che funzionano.
Aoun: Farmacologicamente parlando non esiste un mix tale da farti diventare un campione, credo che tali persone abbiano una insicurezza psicologica che viene aiutata da un effetto “placebo”: somministrando, a loro insaputa, delle pillole di zucchero avremmo gli stessi risultati.

Tigre: Eppure mi assicurano di si.
Aoun: Prendiamo il taglio della Cocaina fatto con la polvere da sparo nelle varie guerre africane, “Brown-Brown”: la polvere da sparo non ha alcun effetto, anzi è in generale tossica e cancerogena, ma vi è un effetto “orgasmico” dal fatto di dirsi: “Sono in  guerra, sono un duro, sniffo polvere da sparo!”, come rituale non è tanto lontano dal mangiare il cuore del tuo nemico vinto in battaglia fatto nei secoli passati.
L’effetto dominante di questa pratica è una forte motivazione psicologica interiore e rituale, non quello di un aiuto chimico esterno: paradossalmente la Cocaina in questa pratica non è la componente “importante”.
Mi piace la tecnica che usa Joe Awada, di mettere le foto dei suoi figli sul bordo del tavolo, forse la motivazione alla battaglia più grande di tutte.

Tigre: Per conludere l’aiuto definitivo, anche extra-chimico?
Aoun: La cosa che, a mio avviso, aiuta di più è essere adottati da un grande campione, che si dedichi a seguirti e a migliorarti.

Marco “Tigre” Melai

 
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